Due giorni a Verona permettono di andare oltre le tappe obbligate e scoprire la città in modo più autentico: i quartieri meno turistici, i colli, i musei di eccellenza, e magari una gita fuori porta nella campagna veronese. Ecco l'itinerario definitivo, ora per ora.
Chi si ferma due giorni a Verona ha il privilegio di scoprire due anime della città: quella monumentale e romantica che ha reso Verona famosa in tutto il mondo, e quella più intima, fatta di quartieri popolari, chiese minori, mercati rionali e scorci sull'Adige che i turisti di passaggio non vedono mai. Questo itinerario è pensato per chi vuole tornare a casa con la sensazione di aver davvero vissuto la città, non solo fotografata.
Inizia come ogni buon itinerario veronese deve iniziare: da Piazza Bra. L'Arena di Verona è il primo appuntamento della giornata. Arriva appena apre (ore 8:30 nei giorni feriali) per goderla senza le folle del mezzogiorno. L'anfiteatro romano del I secolo d.C., costruito in età imperiale ed eccezionalmente conservato, è la terza struttura di questo tipo in Italia per dimensioni dopo il Colosseo e l'anfiteatro di Capua. Capace di 15.000 spettatori, è ancora oggi il teatro all'aperto più capiente del mondo per la lirica.
Sali sulle gradinate di pietra calcarea e cammina lungo il perimetro interno: l'acustica naturale di questo spazio è strabiliante. Dal livello più alto si abbraccia l'intera Piazza Bra con il Liston, il Gran Guardia e i profili medievali della città. Dedica almeno un'ora alla visita, inclusa la lettura dei pannelli storici all'interno.
Percorri Via Mazzini — il salotto dello shopping veronese — e raggiungi Piazza Erbe, costruita sul sito dell'antico foro romano. È la piazza più antica della città e la più viva: al mattino si anima di bancarelle, il profumo del caffè si mescola a quello della frutta fresca, i palazzi che la circondano sembrano guardarsi come vecchi conoscenti.
Prenditi il tempo di osservare ogni dettaglio: la Colonna di San Marco con il leone alato veneziano, testimonianza dei quattro secoli di dominio della Serenissima; la Fontana di Madonna Verona, con la statua romana del II secolo d.C. riadattata a fontana nel Medioevo; il Palazzo Maffei con le sei statue di divinità greche sulla sommità barocca; la Torre del Gardello trecentesca; il Palazzo dei Giudici; e il Palazzo Mazzanti con i suoi affreschi cinquecenteschi sulla facciata. Ogni edificio su questa piazza è un capitolo di storia urbana.
Attraversa il Volto della Berlina e entra in Piazza dei Signori, la piazza istituzionale di Verona. Più silenziosa e raccolta rispetto a Piazza Erbe, è circondata dagli edifici del potere medievale e rinascimentale: il Palazzo della Ragione (XII secolo), il Palazzo del Governo con la sua facciata rinascimentale (oggi Prefettura), la splendida Loggia del Consiglio — considerata uno dei migliori esempi di architettura rinascimentale del Veneto — e il Palazzo degli Scaligeri. Al centro, la statua di Dante ricorda il soggiorno del poeta a Verona, ospite degli Scaligeri, durante il suo esilio da Firenze.
Sali sulla Torre dei Lamberti (84 metri) per uno dei panorami più belli di Verona: raggiungi la cima con l'ascensore e goditi la vista a 360° sulla città, sull'Adige e sulle colline circostanti.
Appena fuori dalla piazza, fermati alle Arche Scaligere: i sepolcri monumentali della famiglia Scaligera, signori di Verona dal 1262 al 1387, sono un capolavoro del gotico italiano. Le tombe equestri di Cangrande I, Mastino II e Cansignorio della Scala, con i loro baldacchini in marmo scolpito e i cavalieri in armatura, sono tra le sculture medievali più importanti d'Europa.
In Via Cappello 23 si trova la Casa di Giulietta, la tappa che non si può saltare — anche solo per capire il potere che il mito di Romeo e Giulietta esercita ancora oggi su milioni di persone. Shakespeare ambientò qui la sua tragedia nel 1594, e da allora Verona non ha smesso di essere la capitale mondiale dell'amore romantico.
Il cortile è un luogo di pellegrinaggio laico: i muri sono ricoperti di bigliettini d'amore e chewing gum colorati, la statua di Giulietta ha il seno destro lucidissimo per le migliaia di mani che la toccano ogni giorno. Il balcone (aggiunto negli anni '30 ma efficacissimo nella sua funzione scenografica) è il set fotografico più ambito della città. Se vuoi visitare anche l'interno — con mobili rinascimentali, costumi di scena dei film ispirati alla storia e una mostra sul mito shakespeariano — calcola 30 minuti aggiuntivi.
Poco distante, per gli appassionati, c'è anche la presunta Tomba di Giulietta, in Via del Pontiere, in un ex convento francescano: un sarcofago in marmo rosso di Verona in una cripta suggestiva, con annesso un piccolo museo degli affreschi.
Siediti in una delle osterie del centro storico e ordina come un locale. La cucina veronese è una delle più identitarie del Veneto, con radici contadine e scaligere che si riflettono nei suoi piatti forti:
Per il vino, non puoi sbagliare con un Valpolicella Classico, un Bardolino fresco o un Soave bianco se preferisci qualcosa di più leggero. Lascia perdere la lista internazionale: sei a Verona, capitale enologica del Nord-Est.
Il pomeriggio del primo giorno è dedicato a Castelvecchio, la fortezza voluta da Cangrande II della Scala nel 1356 come residenza e baluardo difensivo sul fiume Adige. È il monumento militare medievale più importante di Verona, costruito in mattoni rossi con sette torri e un imponente mastio centrale.
All'interno ospita il Museo di Castelvecchio, uno dei più importanti musei civici del Nord Italia, con una collezione che spazia dalla scultura medievale alla pittura veneta dal XIV al XVIII secolo. Tra i capolavori: la statua equestre di Cangrande I (originale, straordinaria per qualità plastica), dipinti di Pisanello, Mantegna, Paolo Veronese, Tintoretto, Tiepolo e una sezione di oreficeria longobarda di eccezionale valore.
Il museo è celebre anche per il restauro firmato da Carlo Scarpa tra il 1958 e il 1974: un'operazione di museografia che è diventata un testo di riferimento mondiale per il rapporto tra architettura contemporanea e patrimonio storico. I dettagli costruttivi di Scarpa — passerelle, giunture, vetrate, basi delle sculture — sono oggetto di studio in tutte le scuole di architettura del mondo.
Attraversa poi il Ponte Scaligero, il ponte merlato che collega il castello alla sponda sinistra dell'Adige: camminare sui suoi tre archi gotici con il fiume sotto e la città attorno è uno dei momenti più cinematografici di Verona.
A venti minuti a piedi da Castelvecchio si trova la Basilica di San Zeno Maggiore, uno dei più alti esempi di architettura romanica in Italia e il monumento religioso più amato dai veronesi. Dedicata al patrono della città, vescovo africano del IV secolo, la basilica sorge su un luogo di culto che ha radici nell'antichità tardo-romana.
La facciata in marmo rosa e bianco è un trionfo di scultura medievale: il grande rosone detto "Ruota della Fortuna" con le figure che salgono e scendono, i bassorilievi dei portali con le scene dell'Antico Testamento, del Nuovo Testamento e della vita di San Zeno, e le 48 celebri formelle bronzee delle porte — realizzate tra il X e il XII secolo — che narrano storie bibliche con un realismo e una vitalità che anticipano di secoli la pittura rinascimentale.
All'interno, la navata romanica con il soffitto a carena di nave, il pavimento medievale a mosaico, e soprattutto il polittico di Andrea Mantegna (1457-1459) sull'altare maggiore — considerato uno dei vertici assoluti del Rinascimento italiano — giustificano da soli un viaggio a Verona. La cripta romanica, con le spoglie di San Zeno, ha un'atmosfera mistica unica.
Rientrando verso il centro, costeggia il Lungadige e fermati al Ponte Pietra per le fotografie del tramonto: il ponte romano del I secolo a.C., ricostruito dopo la guerra con i suoi stessi mattoni recuperati dal fondo del fiume, è il punto panoramico più evocativo di Verona.
Concludi la giornata con un aperitivo in Piazza Erbe o in uno dei locali di Via Sottoriva, la via dei portici medievali sul fiume, dove i veronesi si ritrovano ogni sera. Spritz, Amarone al bicchiere, o un Custoza fresco: la scelta è tua.
Il secondo giorno inizia in una zona del centro storico che i turisti spesso trascurano: il quartiere del Vescovado, nell'angolo nordorientale della città romana, tra l'Adige e le vie più antiche di Verona.
Il Duomo di Verona — dedicato a Santa Maria Matricolare — è un organismo architettonico complesso, stratificato in secoli di costruzioni e modifiche: la facciata romanica con i protiri scolpiti, l'interno gotico, il campanile incompiuto. All'interno spicca l'Assunzione della Vergine di Tiziano, dipinto nel 1535 e considerato uno dei capolavori della maturità del pittore cadorino. Il chiostro romanico annesso alla cattedrale è un luogo di inattesa quiete nel cuore della città.
Nei dintorni, visita la Chiesa di Sant'Anastasia, la più grande di Verona: l'interno gotico-veneziano ospita il celebre affresco di Pisanello "San Giorgio e la Principessa" (1436-1438), capolavoro del gotico internazionale e opera più importante dell'artista. Non perdere i gobbi — le due figure di mendicanti in marmo che sorreggono le acquasantiere all'ingresso, di straordinaria umanità realistica.
A due passi si trova la Chiesa di San Giovanni in Fonte, con il magnifico battistero romanico dell'VIII-XII secolo: uno degli ambienti più antichi e suggestivi di Verona.
Attraversa il Ponte Pietra e sali sulla collina di San Pietro per raggiungere il Teatro Romano, costruito nella prima età imperiale (I secolo a.C.) sulle pendici del colle che domina l'ansa dell'Adige. Il teatro è perfettamente integrato nel paesaggio collinare e offre una delle viste più belle sulla città vecchia: da qui si vede Verona come la vedevano i romani duemila anni fa.
Annesso al teatro si trova il Museo Archeologico, ricavato nelle strutture di un ex convento agostiniano abbarbicato alla roccia. La collezione comprende mosaici romani, bronzi, ceramiche, vetri antichi e iscrizioni che documentano tremila anni di storia veronese, dall'età del Bronzo all'epoca tardo-romana.
D'estate il Teatro Romano ospita un importante festival di teatro, danza e musica jazz: se sei in città tra giugno e agosto, vale la pena controllare il programma per una serata indimenticabile sotto le stelle.
Continua a salire fino a Castel San Pietro, la fortezza austro-ungarica dell'Ottocento che domina il colle da cui prende il nome. Non è visitabile all'interno, ma il belvedere che si apre davanti alle sue mura è il panorama più fotografato di Verona: la grande ansa dell'Adige che abbraccia il centro storico, i tetti di tegole romane, le torri medievali, l'Arena in lontananza e le colline che chiudono l'orizzonte.
Puoi raggiungere il belvedere a piedi — circa 10 minuti di salita dal Ponte Pietra — oppure con la funicolare che parte dalle sponde dell'Adige. Questo è il luogo ideale per una pausa, per rivedere mentalmente tutto quello che hai visto, e per scattare la foto di Verona che porterai sempre con te.
Scendi dal colle nel quartiere di Veronetta, la sponda sinistra dell'Adige: è il quartiere universitario di Verona, più popolare e meno turistico del centro, con osterie genuine, pizzerie informali e locali frequentati dai veronesi veri. È qui che la città si mostra senza filtri.
Cerca una trattoria con il menù scritto a mano, ordina un piatto di pasta con il ragù locale e un quartino di vino della casa. Veronetta ha anche alcuni degli street food più interessanti della città, tra cui le frittelle di baccalà e i nervetti in insalata, tipici della tradizione veneta.
Nel pomeriggio, torna in sponda sinistra per visitare il Giardino Giusti, in Via Giardino Giusti 2: uno dei giardini rinascimentali più belli e meglio conservati d'Europa, terrazzato sul fianco del colle con cipressi monumentali che si vedono da ogni punto della città.
Progettato alla fine del Quattrocento dalla famiglia Giusti, il giardino è un esempio magistrale di hortus conclusus all'italiana: geometrie di siepi, fontane, statue, grotte artificiali, labirinto di bosso e, in cima alla terrazza alta, un belvedere che rivaleggia con quello di Castel San Pietro per bellezza del panorama. Goethe lo visitò nel 1786 e lo definì "paradisiaco". Dedica almeno 45-60 minuti alla passeggiata tra i viali.
Rientra in centro attraverso Porta Borsari, la porta principale della Verona romana, eretta nel I secolo d.C.: la sua facciata a due ordini di arcate con colonne semicircolari è uno degli esempi meglio conservati di architettura urbana romana in Italia settentrionale. Fu costruita come punto di controllo sul decumanus maximus — l'asse principale della città romana — e ancora oggi Corso Porta Borsari mantiene lo stesso tracciato del Duemila anni fa.
Poco distante si trova Porta Leona, l'altra porta monumentale romana del I secolo a.C., parzialmente inglobata negli edifici medievali: solo la facciata esterna è ancora leggibile, ma la qualità del marmo e la perfezione della lavorazione sono impressionanti.
Il tardo pomeriggio del secondo giorno è il momento giusto per fare acquisti con calma. Verona offre alcune specialità locali che vale la pena portarsi a casa:
Le migliori enoteche sono concentrate intorno a Piazza Erbe e in Via Sottoriva. Per l'artigianato e i prodotti tipici, il Mercato di Piazza Isolo (il sabato mattina) e il Mercatino dell'Antiquariato (terzo sabato del mese in Piazza San Zeno) sono esperienze autentiche lontane dai circuiti turistici.
Prima del tramonto, fai una passeggiata lungo il Lungadige Cangrande, la passeggiata alberata che costeggia l'Adige nel tratto nord del centro storico. È uno dei luoghi più romantici e meno frequentati di Verona: il fiume scorre verde e silenzioso, i platani fanno ombra ai camminatori, e in lontananza si vede il profilo del Teatro Romano sul colle.
Il gran finale merita un posto speciale. Per la cena conclusiva del tuo weekend veronese, considera di prenotare in anticipo in uno dei ristoranti che interpretano la cucina veronese in chiave contemporanea: ce ne sono diversi nel centro storico che lavorano con prodotti del territorio — vini locali, carni allevate in provincia, verdure dell'orto veronese — con una cura che fa capire perché Verona sia una delle piazze gastronomiche più interessanti del Nord-Est.
Dopo cena, se la stagione lo consente, una passeggiata notturna tra Piazza Bra, Piazza Erbe e i vicoli del centro — illuminati da luci calde che esaltano i colori del marmo e del mattone — è il modo migliore per congedarsi da una città che, ne siamo certi, ti avrà già convinto a tornare.
Se preferisci dedicare il pomeriggio del secondo giorno a una gita fuori porta, Verona è un punto di partenza ideale per alcune delle destinazioni più belle del Nord-Est italiano:
Dove dormire: Verona ha un'offerta ricettiva molto ampia. Per immergersi nell'atmosfera della città, scegli un hotel o B&B nel centro storico, possibilmente nei quartieri intorno a Piazza Erbe o al Vescovado. Per chi ha un budget contenuto, Veronetta offre soluzioni più economiche a pochi minuti a piedi da tutto.
Trasporti interni: il centro storico è interamente pedonale e tutto si raggiunte a piedi. Per San Zeno e il Teatro Romano, valuta l'autobus urbano AMT Verona (biglietto 1,50€) o una bicicletta in sharing.
Card musei: la Verona Card (24h o 48h) include l'ingresso ai principali musei e monumenti della città (Arena, Castelvecchio, Torre dei Lamberti, Teatro Romano, Giardino Giusti, chiese) a un prezzo fisso vantaggioso. Acquistabile online o alle biglietterie.
Budget indicativo per 2 giorni: Verona Card 48h (20€) + pasti (2 pranzi + 2 cene, circa 90-120€) + aperitivi (15-20€) + shopping/souvenir (variabile) = circa 130-160€ a persona escluso alloggio e trasporti.
Quando evitare: i fine settimana di luglio e agosto possono essere molto affollati, specialmente durante i grandi concerti in Arena. Se cerchi una Verona più tranquilla e autentica, scegli la primavera (aprile-giugno) o settembre-ottobre, quando il clima è splendido e le folle si diradano.
Bere un vino veronese, qui, nella sua terra, è un'esperienza che va oltre la degustazione: è un atto di connessione con un paesaggio, una storia e una comunità umana che ha fatto del vino la propria identità più profonda.
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